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  • Bevande Energetiche:

    a cosa realmente andiamo incontro?

    • 10 Marzo, 2013
    Da tempo ormai si sente parlare dei rischi dati dall’assunzione di bevande energetiche, legati al contenuto particolarmente elevato di caffeina, che in questi prodotti può arrivare al 150 e fino al 300 per cento in più rispetto ad altre bevande che la contengono.

    In particolare l’allerta ha riguardato l’associazione con l’alcol, che potrebbe comportare diversi rischi (1) — che vanno dalla disidratazione, all’aumento del ritmo cardiaco fino all’alterazione della funzionalità renale — oltre che mascherare gli effetti dell’alcol in quanto la caffeina attenua il senso di stordimento, rendendo le ubriacature molto più pericolose perché meno percepite.



    Considerato l’alto utilizzo degli energy drink da parte dei giovani, molti studi hanno anche analizzato il concomitante consumo di caffeina e di diversi tipi di psicostimolanti (2). In particolare sono stati analizzati gli effetti tra la caffeina e la metilendossimetamfetamina (MDMA). I meccanismi con i quali la caffeina aumenta la tossicità di psicostimolanti includono le modifiche della regolazione della temperatura corporea, la cardiotossicità e l’abbassamento della soglia convulsiva.

    La co-somministrazione di caffeina potenzia l’acuta tossicità di MDMA nei ratti, come manifesta l’aumento della temperatura corporea, la tachicardia e l’aumento della mortalità.

    Inoltre i risultati di un altro studio (3) suggeriscono azioni sinergiche intracellulari sulla via di segnalazione del recettore D1 della dopamina quando vengono combinate caffeina e MDMA ma non quando vengono somministrate separatamente. Questo dovrebbe molto far riflettere sulla potenziale pericolosità delle bevande energetiche, consumate dai ragazzi prevalentemente in discoteche e pub e che spesso sono uno degli ingredienti di mix a base di droghe e alcol.

    La pericolosità aumenta proprio nei soggetti giovani; infatti, secondo gli esperti, la dose giornaliera di caffeina ritenuta accettabile per gli adolescenti fino a 17 anni, in buone condizioni di salute, è di 100 mg. Considerando che queste bevande vengono consumate soprattutto dai ragazzi, questa soglia è facilmente superabile se a una bevanda energetica, viene aggiunto anche un solo caffè preparato in casa. Per un adulto in buone condizioni di salute il valore invece sale a 400 mg, ma è importante sapere che la caffeina colpisce le persone in modo diverso, e grandi dosi possono avere effetti dannosi e imprevedibili.

    Analizzando gli ingredienti (4) troviamo: acqua; zucchero (27 g per lattina, circa 7 cucchiaini da caffè, o edulcoranti nelle versioni sugarfree); sostanze stimolanti (ad esempio caffeina, guaranà); aminoacido taurina (un grammo circa in una lattina) considerato uno stimolante cardiaco che, se assunto in eccesso, può causare ipertensione; glucuronolattone, che dovrebbe stimolare memoria e concentrazione; inositolo, poliolo che dovrebbe migliorare l’umore e anche l’utilizzo della serotonina; vitamine del gruppo B che dovrebbero contribuire a mantenere le prestazioni mentali e a ridurre stanchezza e fatica (niacina, acido pantotenico, B6, B12).

    Ingredienti che una persona inesperta potrebbe associare a un miglioramento delle prestazioni sportive, visti i costanti riferimenti dell’immaginario collettivo su sport e supplementi aminoacidici, vitamici e stimolanti.

    Purtroppo in Italia non vengono, secondo il mio avviso, pienamente riconosciuti i rischi, sia reali sia potenziali. Su vari siti web, tra cui uno (5) patrocinato dal Governo Italiano insieme ad AssoBibe (Associazione italiana tra gli industriali delle bevande analcoliche), si tende a sfatare i falsi miti e a trasmettere tranquillità sull’utilizzo, ricordando che queste bibite vengono vendute in oltre 160 Paesi, che contengono la caffeina di una tazza di caffè e che è comunque specificata l’indicazione «tenore elevato di caffeina». Peccato che non si capisca che per un giovane, magari molto ambizioso e per natura attratto dalla trasgressione, l’indicazione «tenore elevato di caffeina» come richiesta dalla legge e scritta a caratteri minuscoli sul retro della lattina, dopo magari averla vista bere ai migliori sportivi e modelli di riferimento, non basti. Nel frattempo in tv e sul web sta spopolando lo spot (6) di una nota azienda produttrice di energy drink, dove vengono pronunciate queste parole:

    " Penso che sia nella natura umana il desiderio di esplorare. Scoprire fin dove puoi arrivare e spingerti oltre. L’unico limite è quello che tu poni a te stesso. "

    Sicuramente accattivante, sul web lo spot viene descritto come esaltante, liberatore di adrenalina, ma proviamo per un attimo ad andare oltre. Purtroppo molti giovanissimi associano il successo e il riuscire a compiere alcuni sport estremi, in parte, all’uso di questo tipo di prodotti che, per di più, sono spesso commercializzate durante le manifestazioni sportive.

    Inoltre ci sarebbe anche il rischio per dei facili bersagli, spesso dimenticati, come le persone anziane. Infatti, sentendosi senza forze ed essendo costretti a stare seduti, magari davanti alla tv per molte ore, questi spot potrebbero convincerli a fare uso di queste bevande. La caffeina potrebbe avere effetti dannosi e imprevedibili in particolar modo su persone anziane che magari soffrono anche di problemi cardiaci.

    in Italia i rischi sembrano essere sottovalutati ma nuovi dati allarmanti sollevano, in altri Paesi, le preoccupazioni per il loro crescente consumo.
    Il 10 Gennaio 2013, il Governo Americano ha rilasciato un rapporto (7), rivelando che il numero di persone arrivate al pronto soccorso dopo l’ingestione di energy drink è raddoppiato negli ultimi quattro anni, ovvero nello stesso periodo di tempo in cui la popolarità e la disponibilità di questi prodotti sono aumentate vertiginosamente. Tra i sintomi accusati: insonnia grave, nervosismo, mal di testa, tachicardia e convulsioni.

    Dal 2007 al 2011, il consumo di queste bibite nella fascia di età compresa tra 18 e 25 anni è cresciuto da 4.200 persone a 7.322, nella fascia di età tra 26 e 39 anni, da 3.340 a 6.729, mentre in quella oltre i 40 anni, da 1.382 a 5.233. Il rapporto cita anche la crescita del consumo anche per bambini dall’età di 12 anni. È pur vero che questi dati si riferiscono al Paese americano ma non è da escludere che, anche solo su base imitativa, ci possa essere una crescita anche in Italia.

    È stato inoltre da pochi giorni pubblicato il parere (8) dell’International Society of Sports Nutrition che, dopo aver analizzato tali bevande, arriva a queste conclusioni:
    ● il valore ergogenico della caffeina sulle prestazioni fisiche e mentali è stato ben stabilito, ma molti prodotti contengono numerosi ingredienti che meritano ulteriori studi per dimostrare la loro sicurezza e gli effetti potenziali sulle prestazioni fisiche e mentali;
    ● l’utilizzo di energy drink prima di un esercizio fisico può migliorare la concentrazione mentale, la vigilanza, la prestazione anaerobica e/o le prestazioni di resistenza; ma può favorire l’aumento di peso, nel caso in cui queste non vengano utilizzate con i giusti fini e se non attentamente considerate come parte della quota calorica giornaliera;
    ● gli atleti devono considerare l’impatto dell’ingestione di carboidrati ad alto carico glicemico sulla salute metabolica, sui livelli di glucosio nel sangue e di insulina, così come gli effetti della caffeina e degli altri stimolanti sulle capacità motorie;
    ● bambini e adolescenti possono assumere questi prodotti solo dopo l’approvazione dei genitori, dopo aver considerato la quantità di carboidrati, caffeina, e altri nutrienti contenuti e aver approfondito i potenziali effetti collaterali;
    ● un uso indiscriminato può portare a eventi avversi ed effetti collaterali nocivi. I diabetici e le persone con preesistenti malattie cardiovascolari, metaboliche, epato-renali, neurologiche e che stanno assumendo farmaci che possono essere interessati da cibi ad alto carico glicemico e stimolanti, devono evitare l’uso di bevande energetiche, salvo approvazione da parte del loro medico.

    Anche il dottor Marcie Schneider, coautore della relazione clinica sugli effetti delle bevande sportive ed energetiche negli adolescenti dell’American Academy of Pediatrics, mette in guardia contro la grave pericolosità che queste bibite possono rappresentare. La stessa raccomandazione arriva da un gruppo di esperti della University of Maryland School of Public Health guidati dalla dottoressa Amelia Arria (9).

    Cosa aspettiamo per dare la giusta informazione, soprattutto avvisando i genitori sulle conseguenze e pericolosità di questi articoli che sono chiaramente orientati verso i giovani?

    Il Dott. Antonino La Monica per la Scuola di Ancel

    Fonti:
    1. Arria AM, O’Brien MC — The “high” risk of energy drinks — JAMA. 2011 Feb 9;305(6):600-1.
    2. Vanattou-Saïfoudine N, et al. — Caffeine provokes adverse interactions with 3,4-methylenedioxymethamphetamine (MDMA, ‘ecstasy’) and related psychostimulants: mechanisms and mediators — Br J Pharmacol. 2012 Nov;167(5):946-59.
    3. Vanattou-Saïfoudine N, et al. — Dopamine D1 receptor-mediated intracellular responses in the hypothalamus after co-administration of caffeine with MDMA — Basic Clin Pharmacol Toxicol. 2012 Mar;110(3):283-9.
    4. Ingredienti — Red Bull Energy Drink
    5. Sito web patrocinato dal Governo Italiano — infoenergydrink.it
    6. Youtube — World of Red Bull, spot 2013
    7. Rapporto del Governo Americano — Update on Emergency Department Visits Involving Energy Drinks: A Continuing Public Health Concern
    8. Journal of the International Society of Sports Nutrition — International Society of Sports Nutrition position stand: energy drinks
    9. Arria AM, O’Brien MC — The “high” risk of energy drinks — JAMA. 2011 Feb 9;305(6):600-1


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